– I vigneti della Val Venosta: una sorpresa nel regno delle mele sopra Merano

– di Antonio Trentin –

Tra i suoi castelli arroccati a dominio delle antiche vie militari e commerciali e gli scenografici borghi d’impronta medievale che furono importanti mercati dell’area alpina, la Val Venosta – il vasto paradiso delle mele dominato dalla mole bianca dell’Ortles – nasconde alcuni preziosi e sorprendenti vigneti che producono uve “di montagna” crescentemente apprezzate.

vinschgau-venostaI vigneti della Val Venosta sono fazzoletti di filari che richiedono cura e attenzione, posti come sono tra i 500 e gli 800 metri, di solito su terreni magri e sabbiosi. Beneficiano delle escursioni termiche giorno-notte tipiche del clima vallivo e devono fare i conti con una piovosità tipicamente ridotta: di acqua ne cade metà di quanta bagna le grandi vigne della Bassa Atesina.

Non sono molto, quanto a estensione: pressappoco l’1 per cento della superficie vitata dell’Alto Adige. Hanno i nomi classici delle buone produzioni regionali antiche e quelli delle introduzioni vitivinicole più recenti: Riesling, Kerner, Gewürztraminer, Müller-Thurgau, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay e Sauvignon tra i bianchi; Schiava e Pinot Nero tra i rossi.

vinschgau-val-venostaZona a Doc dal 1995, la Südtirol Vinschgau si estende nei Comuni di Castelbello-Ciardes, Laces, Naturno, Parcines e Silandro. La fascia territoriale è quella mediana della Venosta. Più in basso la valle scende su Merano, antica capitale del turismo asburgico al di qua dello spartiacque alpino. Più in alto si arrampica verso i paesi rimasti più integri e caratteristici dal punto di vista architettonico, in particolare Sluderno vigilata dallo splendido Castel Coira, Malles dal profilo turrito e Glorenza la mini-città dal raro fascino storico.

Ed è lì, nella parte più settentrionale della valle, che conducono gli interessi ambientali e turistici di chi è stato visitatore dei vigneti della Val Venosta.

castelcoiraIl castello dei Matsch e dei Trapp. Arredi e corredi di secolare ascendenza vengono presentati con bella evidenza nella grande e ricca struttura di Castel Coira (foto). E pregiatissima è l’armeria storica, spettacolare esempio degli onori e degli oneri militari collegati alle dignità feudali. Ma nella memoria di chi visita il Churburg – il castello dal profilo gotico e dai connotati rinascimentali, alto sopra Sluderno – resta fissato soprattutto lo splendido loggiato dalle volte affrescate.

Tra pareti e lunette si sviluppano i temi iconografici delle favole esopiane e della mitologia antica fatta di animali esotici e fantastici. Tra i rigogliosi e ben fruttati tralci vegetali si rincorrono le citazioni delle grandezze di famiglia in un albero genealogico dalla suggestiva eloquenza che percorre la storia dei balivi di Matsch e dei conti Trapp, questi ultimi tuttora proprietari e residenti.

sanbenedettomallesIl paese delle Cinque Torri. Furono un tempo sette, in realtà, le torri storiche di Malles, antica stazione di cambio sulla via romana Claudia Augusta che attraversava le Alpi. Se ne conservano cinque, ma bastano per caratterizzare il piccola ma intenso panorama del paese.

Distribuite in un contesto urbanisticamente perfetto – tra “vuoti” e “pieni”, tra case e vie, orti e prati – sono da visitare la chiesa di San Martino, la più antica della zona; quella di San Giovanni che presenta il campanile più interessante; e quella di San Benedetto (foto) i cui affreschi interni risalgono all’età carolingia. Del XII secolo è la torre Frölich. Barocca è la facciata riccamente decorata del palazzo Lichtenegg.

glorenzaLa piccola città tra le mura. Il massiccio giro di mura con quattro torri che racchiude Glorenza – con i suoi vicoli, i portici e le case dai tozzi profili addossate le une alle altre – protegge e individua uno, il più piccolo, degli otto centri che in Sud Tirolo possono fregiarsi del titolo di “città”. Si tratta di una delle più piccole di tutto l’arco alpino, una tra le poche che mostrano una cinta ancora perfettamente conservata.

Glorenza già in epoca romana era un nodo stradale lungo la via Claudia Augusta e allo snodo per un’antica strada commerciale verso l’Elvezia. Citata per la prima volta come città in un documento del 1304, grazie alla posizione alla frontiera tra il Tirolo e la Svizzera si arricchì ben presto e divenne famosa per le sue fiere. Teatro di fatti militari che la videro spesso oggetto di devastazioni, si diede l’attuale splendido giro murario verso il 1580.

(9 luglio 2017)