– Alla scoperta di orologi antichi e gustosi fagioli in Val Pesarina nell’Alto Friuli

– di Antonio Trentin –

La Val Pesarina, stretta e incassata, si incastra nei monti scabri della Carnia che fiancheggiano ad ovest l’Alto Tagliamento. La si può prendere da lì, dalla strada di Comeglians: comincia al Plan de Crosc – dove si cerca alloggio per far base alle escursioni in quota e alle passeggiate boschive – e sale per 25 chilometri fino alla forcella Lavardet. Oppure la si può prendere dal Cadore, lasciando le valli bellunesi e inerpicandosi fino ai 1800 metri del bell’altopianetto di Casera Razzo per scendere poi al di là del confine veneto-friulano.

Pesariis 2È montagna minore, frequentata in alto solo dagli appassionati della fatica, irta nelle sue pendici di boschi fitti che un tempo mandavano preziosi fusti alle città di pianura, coronata da vette rocciose spettacolari e impervie, le Dolomiti Pesarine (www.valpesarina.org).

Il Comune che la amministra ha un nome, Prato Carnico, che vale per dieci frazioni. I nomi sono quelli un po’ esotici del friulano che vi si parla: Davousa, Pri, Pradumbli, Osàis…

E Òrias si chiama lo scalino montano a 1000 metri dove sorge un villaggetto delizioso (…oggi che vi si arriva facilmente in macchina) fatto di dodici “stàvoli”, le costruzioni rurali in pietra grigia e legno che un tempo erano il centro lavorativo (stalla, fienile e deposito) delle famiglie rurali pesarine.Masi Pesarina

L’ultima frazione della Val Pesarina salendo è Pesariis, ed è la più bella e singolarmente curiosa.

IL PAESE DEGLI OROLOGI. Già strada facendo si incontra l’anticipazione di quel che si troverà: da tanti edifici pubblici e case private occhieggiano orologi e orologioni di varia foggia, frequenti come da nessun’altra parte. Perché? La risposta è su a Pesariis – un tempo ultima tappa in Val Pesarina sulla via per il Cadore – e ha qualche secolo di storia.

PesariisIniziò qui nel Seicento una produzione di pendoli da parete che probabilmente sfruttava le esperienze acquisite da emigranti pesarini nella Foresta Nera tedesca, nel Württemberg. Ma si parla anche di una provenienza ligure dei primi tecnici, da Chiavari dove si costruivano con maestria i grandi orologi per campanili e torri civiche.

I primi apparecchi – riprodotti nel Museo dell’Orologio aperto in paese (informazioni tel. 043369034 o 043369420) – furono interamente fatti in legno, cassa e congegni, e destinati alle case delle famiglie nobili udinese. Dal 1725 una famiglia che marcherà la storia di Pesariis e la storia della misurazione del tempo in tutto il mondo, avviò una produzione che tra Sette e Ottocento fece installare orologi da torre della Val Pesarina in tutta l’area friulana e fino in Istria, Dalmazia e Montenegro, con espansione poi in tutta Italia e nell’area adriatica.

Erano i Solari, che – spartitisi tra il ramo della Val Pesarina e quello udinese – diventeranno nel Novecento leader internazionali dei segnatempo-marcacartellini nelle fabbriche e soprattutto degli orologi “a palette” (quelli tipici di stazioni e uffici) e dei pannelli informativi negli aeroporti (gli orari dei voli di tutto il mondo “girano” con brevetti Solari).

LE TAPPE DEL TEMPO. Attraverso le viuzze di Pesariis e tra gli slarghi e le case – una delle quali dall’inaspettato aspetto statunitense d’inizio ‘900, costruita da un emigrato rientrato in valle – un Percorso dell’Orologeria fa da museo all’aperto per rappresentare in varie forme tecnico-artistiche il trascorrere e la misurazione del tempo.

Con un occhio alle architetture tipiche della Carnia – tra le quali spicca la grande casa padronale che ospita la locanda “Sot la Napa” – si incontrano orologi a vasche d’acqua e a palette, a turbina e a bàscula, calendari, meridiane, carillon, orologi astronomici e stellari. Per i patiti della tecnologia informatica, la Pro loco (www.prolocovalpesarina.it) ha predisposto una “app” Tic-Toc Pesariis che illustra dettagliatamente il percorso.

FagioliLANCETTE E FAGIOLI. All’inusitato abbinamento tra l’orologeria e il prodotto migliore dei magri campi pesarini, i fagioli coltivati da molte famiglie della Val Pesarina, è dedicato l’appuntamento-clou del turismo gastronomico valligiano: “Arlóis e Fasóis”.

Si svolge nel secondo week-end di settembre, in contemporanea con la Festa della demonticazione per il ritorno delle mucche dalle malghe. Oltre alle ricette antiche con i “fasóis”, con le carni affumicate, con le patate e i formaggi carnici ingredienti dei gustosi “cjalzons” da condire con il buon burro, si potranno testare anche i moderni utilizzi della marmellata di fagioli e del gelato al fagiolo.

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