– 15 febbraio: al “Perché” di Roncade (TV) l’esodo giuliano-dalmata raccontato anche con il ricordo a tavola

“Donne d’Istria”, un titolo leggero per un argomento forte. Immagini – anche interiori – in bianco e nero e a colori. Se ne parlerà il 15 febbraio prossimo al ristorante ‘Perché’ di Roncade (Treviso), con inizio alle 17,30. Uno sguardo al femminile sull’esodo giuliano-dalmata, per ricordare quanto il ruolo della donna sia stato centrale nel difendere l’identità di un popolo disperso dalla storia.

Lo sfondo sono le vicende che dal 1943 al 1947 hanno sconvolto le terre al Confine Orientale d’Italia. Vicende, anche tragiche (come le foibe o la strage di Vergarolla di Pola), accompagnatesi alla cessione di Istria, Fiume e Dalmazia alla Jugoslavia. “Dal campo profughi alla scommessa di un ritorno”: il sottotitolo rivela anche una nota di speranza dopo la lunga stagione di violenze, iniziate con la guerra e alimentate dalle opposte ideologie politiche innestatesi sulle persecuzioni etniche derivanti da decenni di contrasti.

La speranza di un ritorno, come quello di Martina Vocci, giornalista di Tv Koper – Capodistria che, nata a Trieste, con la sorella Eva è tornata qualche anno fa a vivere nell’amata Istria dei nonni. O di Martina Vesnaver, primo sindaco veneto di origine istriana, con la Pirano di papà Marcello ancora nel cuore. L’incontro tratterà di storie narrate dalla viva voce di protagonisti. Giovanni Nardin, nipote di Geppino Micheletti – il medico-eroe che nell’esplosione di Vergarolla del 18 agosto 1946 perse i due figlioletti Renzo e carlo e nonostante ciò continuò ad operare i feriti per oltre 24 ore – racconterà la storia delle zie Armida, Nella e Bianca Crisanaz, i cui destini si separarono dopo l’esodo.

Il giornalista Renato Malaman (nella foto), appassionato di storia dell’Istria, coordinerà la serata e la sequenza delle comunicazioni.

Diana e Loredana Cossetto – cugine di Norma, vittima-simbolo della violenza scatenatasi in Istria nel periodo delle foibe – racconteranno la vicenda della giovane di Santa Domenica di Visinada (medaglia d’oro al merito civile e laurea ad honorem dell’Università di Padova) in un tono intimo e familiare. Antonella Sirna leggerà pagine del diario della mamma Mafalda Codan, la cui vita da ragazza per due volte si trovò in bilico sulla morte a causa delle persecuzioni titine. Introdurrà il tema Italia Giacca, esule istriana che è da anni l’anima dell’Anvgd veneta.

Alle 20,30 la serata si concluderà – per chi vorrà trattenersi – con una cena tradizionale istriana di mare, proposta da Anna Maria Pellegrino, studiosa di cucina e volto noto della trasmissione di Rai 3 “Geo”, e da Luca Boldrin, chef del ‘Perché’.

Info: 0422849015 – https://www.ristoranteperche.com/