– La nuova Colomba Tiramisù sorprendente idea di Loison per la Pasqua 2026

C’è un motivo se il tiramisù è diventato, nel mondo, una parola-capolavoro: non è solo un dolce, è un gesto italiano. È il rito del cucchiaio, la grammatica del caffè, la misura perfetta tra carezza e carattere. Da qui nasce la sorprendente idea Loison per Pasqua 2026: non copiare il classico dessert, ma tradurne l’emozione nel linguaggio più esigente dei lievitati. Il progetto si inserisce in una tendenza attuale della pasticceria che rinnova i lievitati con nuovi gusti ispirati ai classici dessert italiani, senza rinunciare alla centralità dell’impasto, alla misura e alla riconoscibilità.

La colomba – Un equilibrio in chiaro-scuro: zabaione, caffè e due cioccolati

Il cuore del progetto è un’architettura di sapori che gioca su due registri: cremosità e profondità aromatica. La Colomba Tiramisù è farcita con crema allo zabaione e caffè, per restituire quella rotondità vellutata che nel tiramisù è immediata, ma qui diventa struttura: una presenza continua, elegante, mai invadente. La farcitura è distribuita in modo uniforme per garantire la presenza di crema in ogni fetta. In superficie, la firma è una copertura a mano che sorprende: glassa al cioccolato bianco, luminosa e setosa, che fa da contrappunto a riccioli di cioccolato fondente, più scure, e a una spolverata di cacao, come un’ombra necessaria. È un equilibrio in chiaro-scuro: dolcezza controllata, amaro misurato, persistenza pulita.

L’alta gamma – La Collezione Genesi a quota cinque

La novità 2026 delle colombe Loison entra nella storica collezione Genesi della linea top come reinterpretazione contemporanea di un classico globale: una novità che dialoga con la memoria, con un obiettivo preciso di portare nella colomba l’idea di dessert, mantenendo la leggerezza e l’equilibrio che definiscono un lievitato d’autore. La collezione – comprende gli altri quattro gusti studiati nel laboratorio di Costabissara: Pistacchio Verde di Bronte Dop (2025), Presidio Slow Food), Caramello Salato (2021), Regal Cioccolato (2000) e Classica a.D. 1552 (2003), proponendosi in due formati (600 grammi e 1 chilo).

Il metodo – Lievito di pasta madre, tempo e gesti

Le colombe pasquali prendono forma a partire dal lievito di pasta madre, ottenuto da fermentazione spontanea e rinnovato quotidianamente per ricavare il lievito fresco che dà avvio agli impasti. Qui il tempo conta davvero: non è un dettaglio, ma l’ingrediente che firma la lavorazione. Servono circa 72 ore, con passaggi lenti e controllati, per dare forma a struttura, profumi e morbidezza. Il percorso produttivo si sviluppa in una sequenza articolata di fasi: tre cicli che alternano impasto, riposo e lievitazione, seguiti da porzionatura e modellazione, quindi finitura, lenta cottura e una successiva stagionatura. Ogni passaggio è pensato per rispettare la natura del lievito e la progressione del processo, senza accelerazioni. Accanto alla tecnica, resta centrale il lavoro manuale. Su ogni lievitato intervengono più volte le mani degli operatori: nella gestione del lievito, nel trasferimento dell’impasto negli stampi, nella glassatura e nelle finiture, fino alle fasi di infornatura. Anche dopo la cottura prosegue la cura artigianale: il primo incarto è eseguito a mano, così come la confezione finale in scatola o in latta, completata manualmente come ultimo gesto di precisione e attenzione.

Il packaging – Vestire la bellezza: l’architettura diventa confezione

Se il gusto racconta l’Italia al mondo, il packaging la riporta a casa: a Vicenza, al disegno come forma di memoria. La Colomba Tiramisù indossa l’estetica Genesi con i colori distintivi Sonia Design (lilla, verde, azzurro), codici immediati che rendono la collezione riconoscibile a colpo d’occhio. Il dettaglio diventa dichiarazione: un fiocco piatto tono su tono in doppio raso e il Charm “L”, segno identitario che può leggersi come Loison, Love, Luxury, tre parole per un unico concetto, l’attenta cura. L’incarto, infine, è un omaggio ad Andrea Palladio: colonne corinzie, capitelli e foglie d’acanto diventano, nel progetto grafico di Sonia Pilla, un ponte tra architettura e pasticceria nel segno del territorio berico.