– Janello Torriani: una mostra a Cremona sul genio tecnologico del Rinascimento

mostra janello torriani cremona

– di Antonio Trentin –

Futuristici progetti e innovative tecnologie sono conservati negli archivi del ‘500 imperiale di Germania, Fiandre e Spagna a firma di Janello Torriani – o Gianello della Torre, Giannello o Leonello Torresani, Ianiculus de Torrexani, Giovanni Torriani e Juanelo Turriano a Toledo e Madrid – cui sono attribuite le idee di macchine volanti simili a quelle disegnate da Leonardo oppure di un’arma letale multicanna, antenata della mitragliatrice.

janello-display-mostra-torriani-cremonaUn grande schermo con tutti i nomi in questione – presenti in tanti archivi d’Europa – accoglie i visitatori di una mostra dedicata da Cremona, la sua città natale, a Janello Torriani, ai suoi lavori sull’alto Torrazzo della Cattedrale e sugli sportelli del fonte battesimale, alla sua fama di eccezionale “mechanicus” e a tutto il suo tempo scientifico-tecnologico.

Sarà aperta fino al 29 gennaio nelle sale espositive di piazza Marconi, nel grande palazzo in stile Novecento diventato nel 2013 il più importante Museo del Violino del mondo.

mostra janelo torriani museo violino cremonaTorriani era nato a cavallo del 1500, quando Crema e Cremona erano ricche terre lombarde occupate dai Veneziani. Aveva fatto apprendistato da fabbro e poi era diventato provetto orologiaio nel trentennio convulso in cui nel Milanesato conteso dai grandi sovrani stranieri echeggiava il detto “Franza o Spagna pur che se magna”. Carlo V, collezionista di orologi e congegni automatici, lo volle Relojero de Corte per farsi costruire apparecchiature con quadranti e lancette per le ore, i giri del sole, la fasi della luna, i moti delle stelle; oltre che “giocattoli” sorprendenti caricati a molla.

mostra janelo torriani museo violino cremonaLa mostra cremonese dal titolo “Janello Torriani – Genio del Rinascimento” è costruita sull’intelligenza e la manualità degli “orologiai” che furono i pionieri della tecnologia al servizio della nascente scienza, a partire dall’astronomia svincolata dai miti dell’astrologia.

Di Torriani si ammira solo un paio di manufatti – una sfera armillare con la Terra al centro del giro degli astri e un automa al femminile che batte il timpano e si muove con tragitto in forma di pentacolo – e però la memoria di Janelo è in tutte le vetrine e didascalie con i pezzi di altri autori, specie di area tedesca.

Il pezzo forte è la copia di un trecentesco Astrario di Giovanni Dondi, la prima di tre eseguite a partire dal 1963 sugli antichi disegni originali da Luigi Pippa “mechanicus mediolanensis” e conservata nel Museo della Scienza di Milano.

mostra janelo torriani museo violino cremonaL’Astrario di Giovanni – padre di Jacopo Dondi dell’Orologio che costruì l’apparecchio sulla torre di piazza dei Signori a Padova – fu famoso lungo tutto il ‘400 e Carlo V lo ebbe in dono, tutto scassato e arrugginito, quando viaggiava in Italia per farsi proclamare imperatore dal Papa.

Anni dopo gli fecero conoscere Janelo Torriani, trentenne, ospite in Germania per proporgli i suoi progetti. Riparare la “machina” di fine ‘300 non fu possibile, ma Torriani riuscì a coinvolgere il sovrano Asburgo nella costruzione di un Microcosmo che divenne famoso in tutte le corti europee, raccontato da ambasciatori e ministri: un congegno di 1500 o addirittura forse 1800 ruote in movimento che facevano scorrere il giorno e la notte, il sole e la luna, le ore del mondo, le date delle feste mobili e gli anni bisestili, i cicli dello Zodiaco.

museo del violino mostra torriani orologioQuando Carlo lasciò il trono al figlio Filippo, Janello Torriani – reduce da Innsbruck città degli Asburgo, da Augusta il più ricco centro finanziario tedesco, da Bruxelles capitale delle Fiandre unite alle corone di Spagna e da Madrid – fu con l’anziano sovrano nel monastero di Yuste, fino alla sua morte nel 1558.

Gli costruì, dissero le cronache del tempo, uccellini e cagnolini meccanici, un orologio in un anello, automi di guerrieri e suonatori.

Passato al servizio di Filippo II continuò a inventare automi stupefacenti, come una molto raccontata bambola danzerina e musicante. Ma soprattutto da matemático mayor del figlio dell’imperatore, Janello Torriani fu “ingeniero” famoso in tutta Europa per aver costruito due versioni di un “Artificio de Toledo” – un’acquedotto eccezionale per quel tempo, la metà del ‘500 – che faceva salire l’acqua del fiume Tago fino al palazzo reale, l’Alcàzar.

mostra janelo torriani museo violino cremonaLo si vede tratteggiato nella “Visione di Toledo” che El Greco dipinse alla fine del ‘500, una tela oggi esposta al Metropolitan Museum of Art di New York.

Per i due “ingenios” idraulici toledani non fu pagato: la povertà – dopo decenni a corte – lo accompagnò alla morte nel 1585, e la data fu registrata secondo il nuovo calendario di papa Gregorio XIII al cui realizzazione aveva partecipato durante la riforma dell’antico calendario giuliano in uso dai tempi di Giulio Cesare.

Info: www.mostratorriani.it

(23 novembre 2016)