– Teres Wydler e la sua arte concettuale in mostra al Museo d’Arte Moderna di Ascona

Dal 15 luglio al 1° ottobre 2023, il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona (Svizzera) accoglie la personale dell’artista concettuale elvetica, Teres Wydler (Berna, 1945).

L’esposizione, dal titolo Nature IN Transit, curata da Mara Folini, direttrice del museo asconese, presenta cinque ambienti site-specific, appositamente realizzati per l’occasione, che invitano il pubblico a riflettere sulla relazione tra Natura e Artificio.

Fin dagli anni ottanta, Teres Wydler, ispirata da artisti americani della land art e della concept art quali Robert Smithson, Walter De Maria e Michael Heizer, ha individuato nella Natura il suo campo d’indagine privilegiato, o meglio nel contrasto tra la natura come forza primordiale, che sfugge al controllo dell’uomo, e la natura sempre più artificiale e ibrida, che costituisce il paesaggio addomesticato nel quale si svolge la nostra quotidianità.

Il suo lavoro si focalizza sull’indagine dei mutamenti che contraddistinguono la concezione della natura nell’era della tecnica.

“Teres Wydler – afferma Mara Folini, direttrice del Museo di Ascona e curatrice della mostra – è un’autrice originale che da oltre trent’anni porta avanti esperienze che pongono l’accento sul processo intellettuale e creativo che sta alla base della sua opera. Attraverso una pratica sperimentale, in cui la riflessione estetica si nutre di elementi scientifici, ha dato vita a delle vere e proprie “simulazioni sperimentali” in cui processi organici della Natura si incontrano con quelli artificiali della Cultura dell’uomo tecnologico, svelandone le contraddizioni”.

“Una mostra – prosegue Mara Folini – che in ultima analisi stimola il pensiero e la riflessione, che induce lo spettatore–attore a riposizionarsi in modo interconnesso con il resto del pianeta, con uno sguardo il più possibile allargato, inclusivo e circolare, capace di interagire con tutte le creature del pianeta e forse a rispondere alle sfide del mondo, come quella urgente ecologica, con pratiche interdisciplinari basate sulla partecipazione attiva”.

Il percorso espositivo si apre con un’enigmatica installazione a parete, dal titolo Rosas (1987/2023), di natura cognitiva, con 30 rose essiccate fissate al muro con nastro adesivo nero, che disegna un piano cartesiano, e prosegue con l’installazione ambientale Artifice in Nature / Nature in Artifice (Artificio in natura / Natura in artificio) (2002/23) che prende la forma di una casa ricoperta da un prato verde, immersa all’interno di frammenti di specchi traslucidi riflettenti, dove artificio e natura sembrano vivere una osmosi perfetta.

La mostra prosegue con De Cultura del 1992, dove l’artista rende partecipi i visitatori di un processo di fotosintesi clorofilliana che la stessa ha sperimentato seminando direttamente dei semi sul supporto della carta e lasciandoli liberi di fare il loro corso bio-chimico-energetico. Contemporaneamente, Teres Wydler ha aggiunto a questo processo delle gocce di colore artificiale che “magicamente” si sono amalgamate con il tutto, restituendo visivamente un paesaggio organico dai mille colori.

Il quarto ambiente è costituito dall’installazione Nat.Hist. del 2023, che propone un reportage fotografico di animali imbalsamati dell’American Museum of Natural History New York, posti nel loro ambiente naturale ricostruito, e che Teres Wydler ha rielaborato, aggiungendo su ogni scatto un’area bianca, che segna la distanza tra un’esperienza viva affettiva-empatica e quella puramente oggettiva-razionale, quanto persuasiva e manipolatoria.

La mostra si chiude con l’ultimo ambiente dove spicca un ammasso di alghe verdi-blu, dalle infinite sfumature di colori. Si tratta dell’installazione video Aeons of Accumulations… (Eoni di accumulazioni…) del 2018, il cui titolo richiama il tempo in cui la terra si è originata. L’Eone è infatti un’unità geocronologica utilizzata in geologia, che corrisponde a 500 milioni di anni; in particolare il Proterozoico, periodo che va da 2500 a 545 milioni di anni fa, quando grazie a processi bio-chimici di accumulazione e sintesi si è originato il processo della fotosintesi clorofilliana, generando le prime forme di vita vegetale, ovvero le alghe, così indispensabili per la sopravvivenza nell’offrire l’ossigeno di cui la natura e i suoi esseri viventi hanno bisogno.